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Vincere la sfida della vita

 

Venerati e cari Confratelli, questa sessione del nostro Consiglio Permanente ha luogo qui a Bari - dove godiamo della fraterna accoglienza dell'Arcivescovo Mons. Francesco Cacucci e della Chiesa locale - come simbolica tappa del cammino che ci sta conducendo al XXIV Congresso Eucaristico Nazionale: la pubblicazione, nel novembre scorso, della nostra Lettera "Senza la domenica non possiamo vivere", titolo che corrisponde al tema stesso del Congresso, consente a ciascuna Diocesi italiana di prepararsi a celebrare con autentica partecipazione questo grande evento ecclesiale, che ci attende per il 21-29 maggio. Mentre di tutto ciò ringraziamo il Signore, ci disponiamo a vivere sotto la guida del suo Spirito queste giornate di lavoro comune, nel corso delle quali avremo la gioia di celebrare l'Eucaristia nella Cattedrale restaurata, che proprio in questa occasione viene restituita al culto del popolo di Dio che è a Bari. 

[...] 6. Pochi giorni fa la Corte Costituzionale si è pronunciata sui referendum abrogativi della legge sulla procreazione medicalmente assistita, respingendo il quesito che aveva di mira l'abrogazione dell'intera legge e ammettendo invece gli altri quattro che ne domandavano l'abrogazione parziale. 

Prendiamo atto di queste decisioni della Corte, al di là dei non pochi interrogativi e perplessità che esse possono legittimamente suscitare. Non cambiano però, e non possono cambiare, la valutazione e la posizione che abbiamo ripetutamente espresso riguardo a questa legge, che sotto diversi e importanti profili non corrisponde all'insegnamento etico della Chiesa, ma ha comunque il merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali, in una materia in cui sono in gioco la dignità specifica e alcuni fondamentali diritti e interessi della persona umana. 

Pertanto, mentre non abbiamo cercato e non cerchiamo alcuna contrapposizione, non possiamo per parte nostra essere favorevoli a ipotesi di modifiche della legge fatte con l'intento di evitare i referendum: esse non sarebbero infatti in alcun modo "migliorative", ma al contrario dovrebbero forzatamente abdicare proprio a quei principi e criteri essenziali. 

Daremo invece il nostro contributo affinché la campagna referendaria si svolga in forme serene e rispettose, e al contempo attente all'obiettiva gravità dei problemi. A tal fine auspichiamo e chiediamo che le diverse posizioni abbiano ciascuna spazio adeguato sui mezzi di comunicazione, specialmente su quelli di maggiore diffusione. 

Il confronto referendario, sebbene da noi certamente non desiderato, può contenere infatti un'opportunità per rendere il popolo italiano più consapevole dei reali problemi e valori in gioco riguardo a quella che il Santo Padre, nel discorso già ricordato al Corpo Diplomatico, ha indicato come la prima delle "grandi sfide dell'umanità di oggi", cioè "la sfida della vita". Siamo lieti che in questo confronto i cattolici non siano soli ma si trovino a concordare con molte persone anche non credenti - tra cui uomini di scienza, di cultura, delle comunicazioni sociali - ugualmente preoccupate del nostro comune futuro. Quanto alle modalità attraverso le quali esprimere più efficacemente il rifiuto del peggioramento della legge, sembra giusto avvalersi di tutte le possibilità previste in questo ambito dal legislatore. 

Siamo consapevoli delle difficoltà che ci attendono e delle critiche a cui potremo essere sottoposti. È però doveroso per noi esprimerci con sincerità e chiarezza, anche in questa materia, e siamo interiormente sostenuti dalla coscienza di adempiere alla nostra missione e di operare per il bene concreto delle persone, delle famiglie e del corpo sociale. 

Cari Confratelli, vi ringrazio di avermi ascoltato e di quanto ora vorrete osservare e proporre. Lavoreremo animati da quello spirito di comunione che ha nell'Eucaristia il suo centro di irradiazione e ci affidiamo all'intercessione della Vergine Maria, del suo sposo Giuseppe, di San Nicola Vescovo e di Sant'Antonio Abate. 

Conferenza Episcopale Italiana - Consiglio Permanente 

Bari, 17-20 gennaio 2005 - Prolusione del Presidente Card. Camillo Ruini