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Senza figli non c’è futuro
Il 1° febbraio 2004 è la XXVI "Giornata per la vita" ed è
quindi un momento importante per riflettere e pensare a quanto
grande sia questo valore.
La Conferenza Episcopale Italiana, nel suo messaggio in
occasione di questa giornata, inizia con un’affermazione che,
in effetti, rivela tutta la situazione che stiamo vivendo
nella nostra società e, nello stesso tempo, ci dà un’immagine
realistica del nostro futuro.
Nella cultura ebraica l’avere un figlio era segno di
benedizione del Dio dei Padri. Per una coppia, il non riuscire
a procreare era indice di una non-benedizione, di una
maledizione. Era motivo di "vergogna": basta leggere,
nell’Antico Testamento, la storia di Sara, o la storia di
Anna, per renderci conto dell’importanza della maternità e del
dono di un figlio alla coppia. Si invocava il Signore affinché
benedicesse quella famiglia donando loro un figlio, una
discendenza. Le donne sterili, appena citate, ottengono dal
Padre Celeste un figlio, anche se umanamente sembrava
impossibile.
Il Messaggio della CEI dice "Senza figli non c’è futuro. Se i
figli sono pochi, in una società di adulti e anziani, il
futuro svanisce".
Se non nascono più bambini la società invecchia, non ha nuove
risorse umane e, soprattutto, non ha la continuità della vita
stessa. Che senso avrebbe tutto ciò che fino ad oggi è stato
costruito e progettato se nel domani non possiamo affidarlo a
nessuno?
E’ proprio vero, lo stesso futuro dell’umanità svanisce nel
nulla, nella non-vita, nel vuoto totale provocato dall’assenza
dell’uomo.
"A chi consegniamo ciò che siamo, ciò che a loro volta ci
hanno consegnato i nostri genitori?"
L’esistenza di ciascun uomo è legata a quella degli altri, ma
non solo dei suoi contemporanei; ma è anche legata agli uomini
che sono vissuti prima, nei secoli passati, e che non abbiamo
conosciuto, come è legata pure a chi verrà dopo, a chi forse
non conosceremo allo stesso modo come non ci hanno conosciuto
coloro che ci hanno preceduto.
La storia dell’umanità ha sempre camminato in questo modo,
seguendo il ritmo naturale del tempo, come si segue il ritmo
delle stagioni.
Pure la vita umana ha il suo ritmo: si nasce, si cresce, si
muore. Ma la cosa bella è il lasciare dopo di noi coloro che
proseguiranno la strada che no abbiamo iniziato, color che
continueranno a vivere ed a perpetuare la razza umana, coloro
che continueranno ad amare ed a pregare il nostro Dio come
abbiamo fatto noi.
Questi "coloro" sono i figli!
Senza figli non c’è futuro: e non può esserci perché sono
proprio loro che devono portare avanti la vita, coi suoi
valori. Sono proprio loro che devono continuare a camminare
per annunciare agli altri l’Amore del Padre Celeste; sono loro
che devono far sì che la vita dell’uomo, ogni vita, vada
avanti e si sviluppi nel migliore dei modi.
Ma…..se i figli non nascono più?
La società nella quale viviamo, purtroppo, privilegia la
logica dell’avere a quella dell’essere. Ma cosa si vuole
avere? Successo, soldi, realizzazione nella carriera, i primi
posti in tutto, una vita soddisfacente e piena di interessi….e
così via.
Ma la vita è ancora vita vera in questo modo?
Questa assurda logica dell’avere può darci realmente la
felicità?
"Avere" poi cosa?
Si pensa ad avere beni e realizzazioni personali, ma non si
pensa ad avere dei bambini. E continuiamo a vivere nella
contraddizione dove, mentre si fanno sempre meno figli, ci
sono coppie che ricorrono alla fecondazione assistita per
averne almeno uno!
E’ la società della contraddizione la nostra; è la società in
cui si è perso il senso ed il significato vero del dare la
vita, del gratuito, del dare senza nulla aspettarsi in cambio.
Si è perso il senso del donare e del donarsi.
La vita umana è un dono del Creatore, un dono inestimabile che
ciascuno di noi ha ricevuto attraverso i propri genitori.
Abbiamo ricevuto la vita: perché non donarla a nostra volta?
Nel volto di un bambino che nasce si riflette quell’immagine e
somiglianza di Dio che il Creatore ha voluto per la sua
creatura prediletta.
"Senza figli non c’è futuro".
Meno male che continuano ad esserci coppie, persone, che
donano la vita gratuitamente. Ci sono uomini e donne che
credono profondamente nel valore inestimabile di ogni vita
umana e lottano perché venga amata e rispettata in ciascun
stadio della sua esistenza, dal suo concepimento fino alla sua
morte naturale.
Nella "Giornata per la vita" promuoviamo la vita umana, questo
dono che Dio ha voluto farci. Amiamo la vita, permettiamo che
nasca, cresca e si diffonda. In tale modo "permetteremo" al
Creatore di continuare a riflettersi nella sua creatura
prediletta.
Non bisogna avere paura dei figli, ma di un futuro senza di
loro!
Adele Caramico
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