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I Pacs: il vero delirio.

 

Come non fornire una risposta rapida e semplice a chi etichetta di ‘delirante’ l’opinione altrui senza accorgersi di essere lui stesso in uno stato di delirio più che evidente tanto da menare colpi fuori bersaglio a destra e a manca? 

La nostra battaglia contro i Pacs è più che mai urgente e preziosa, proprio perchè in Europa galoppa in modo vergognoso l’ideologia che ci sta dietro e non vogliamo che in Italia accada lo stesso. E’ veramente un argomento da ragazzini dire “guardate lo fanno tutti, quindi dev’essere giusto”.

Come Hardy più di un secolo fa affermava in modo brillante che le persone d’ingegno (i filosofi, diceva) non dovrebbero seguire l’opinione della maggioranza, che per definizione è già terreno di consenso da parte di molti – e ancora, che siano i più e non la manipolazioni delle élite più o meno occulte; anche noi pensiamo che sulle questioni bisogna essere in grado di dibattere a prescindere da opinioni precostituite come appunto “tutti i paesi d’Europa, tranne – Grazie a Dio – alcuni, hanno i Pacs”. 

Comunque sia, visto che anche l’On. Grillini sembra tenere particolarmente all’esempio degli altri Stati, la Francia in primis, allora accontentiamolo e guardiamo in faccia la realtà dei Pacs francesi, ma fino in fondo.

Rendiamo partecipi i nostri connazionali che non soltanto con i Pacs in Francia si è avuta una relativizzazione incredibile del concetto di ‘famiglia’ ma che già nel “Rapport d’activité” del 2000, da parte della nota Prochoix si è oramai giunti alla questione successiva dell’omoparentalità. Si legge testualmente nel suddetto rapporto: 

En refusant d’aborder la question de l’homoparentalité la loi entend préserver un ordre symbolique que la realité dèment” 

Capito qual è la succulenta eredità di chi ha fatto propri i Pacs? Niente di meno che la nuova battaglia perchè si possano avere, adottare, crescere figli anche in coppie omosessuali. E la pretesa che la legge riconosca e garantisca(!) gli stati di fatto, come quello che coppie omosessuali abbiano, adottino, crescano figli. E questa non è deriva della famiglia introdotta grazie ai Pacs? Diciamo la verità agli Italiani, On. Grillini e amici pro-Pacs, poi vedremo se i Pacs avranno la maggioranza nel Paese, maggioranza che già ora non hanno d’altra parte.

Dire la verità non è fare del terrorismo è la forma di carità suprema verso il prossimo. Il vero terrorista è colui che trama nell’ombra, che afferma di volere solo un semplice riconoscimento di diritti personali, per poi iniettare nel tessuto sociale i virus della corruzione e del disfacimento delle strutture naturali. 

Non ci interessa parlare d’omossessualità in quanto tale, anche se siamo  profondamenti convinti della non naturalità per gli esseri umani della sessualità omo.

Ci interessa invece dire con forza che lo Stato è a nostro giudizio un’entità che ha senso solo se è in grado di tutelare se stesso per il bene dei cittadini e ci interessa difendere esattamente quello che recita l’art. 25 della Costituzione: 

La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale (naturale, che piaccia o meno significa uomo e donna!!) fondata sul matrimonio. Il matrimonio (...) <è> a garanzia dell’unità familiare. 

Quali garanzie danno i Pacs? Se il matrimonio, con il divorzio, non dà più garanzie assolute, la strada giusta è quella di indebolirlo ancora di più? 

Guardiamo ancora all’illuminante Francia dove si spiega con un candore aberrante: 

Le PACS, conçu comme un mode d’organisation contractuelle et souple d’une union entre deux partenaires, n’a pas vocation à devenir un “mariage bis” et doit conserver sa souplesse de conclusion, de gestion et de dissolution. De même, le PACS n’implique pas les mêmes devoirs que l’institution du mariage et ne se rompt pas selon une procédure analogue au divorce. Ces caractéristiques et cette liberté sont constitutives de sa nature.” 

In effetti sarebbe auspicabile imparare del resto d’Europa, ma non solo in ciò che fa comodo e con molto senso critico. 

Qualche parola appunto sui doveri: l’unica volta che nel disegno di legge di Grillini appare la parola doveri è questa: 

art. 7: ciascun contraente del patto civile ha il dovere di collaborare alla vita di coppia, in ragione delle proprie capacità e possibilità per il resto il nulla. Mentre per un matrimonio civile sono elencati agli sposi gli artt.143, 144, 147.

Addirittura, poichè per i Pacs varrebbero le regole degli altri contratti di diritto privato, si legge 

art. 8:(Regime patrimoniale)

 1. Salvo diversa volontà espressa dalle parti, ciascun contraente del patto civile di solidarietà è tenuto a provvedere alle esigenze economiche della coppia in ragione delle proprie sostanze e della propria capacità lavorativa.

 2. Salvo diversa volontà espressa dalle parti del patto civile di solidarietà, le stesse sono solidalmente obbligate nei confronti dei terzi per i debiti contratti, entro limiti ragionevoli, per soddisfare le esigenze della vita di coppia.

 (...)

 5. Qualora i contraenti del patto civile di solidarietà non abbiano previsto diversamente, il regime patrimoniale legale è la separazione dei beni.  

Se l’Italiano è ancora lingua comprensibile a tutti non ci sono altri doveri (lo segnaliamo anche a qualcuno che vaneggia a proposito di un eventuale mantenimento in seguito a scioglimento di Pacs), ma tutto è a discrezione dei contraenti. Però per la contropartita restano i diritti, voluti e pretesi. 

Speriamo queste precisazione risultino utili a quanti sono interessati al dibattito sui Pacs, così come ci auguriamo che non si scenda più a livelli bassi di polemica e attacchi personali come già qualcuno poco civilmente ha fatto contro chi cura questo sito e rappresenta tutti noi.

Se non fossimo cattolici, non potremmo trattenerci dall’osservare con ironia che forse il luogocomune su alcuni omosessuali circa la loro acidità e malignità non è affatto infondato, se si è arrivati ad attaccare anche l’aspetto fisico di un ragazzino (che peraltro ha doti incredibilmente più interessanti e preziose di ciò che su di lui ci può raccontare una bilancia, come dovrebbe essere per ciascuno di noi). Ma siamo cattolici e allora auspichiamo solo che il confronto possa sempre avvenire sul piano delle argomentazioni e che quando non se ne abbiano di valide si taccia. 

Dott.ssa Antonella Doninelli

membro di Bioetica e Famiglia



 






a cura della Dott.ssa Adele Caramico Stenta
 

 

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