|
Movimento per la vita
ELUANA. ESPOSTO DEL MOVIMENTO PER LA VITA AL PROCURATORE DI MILANO
“Con la logica seguita dalla sentenza dovrebbero tagliare i viveri a
tutti”
Il Movimento per la vita,
nella persona del presidente Carlo Casini, ha consegnato oggi al
Procuratore generale della Repubblica di Milano un esposto sulla
sentenza per Eluana Englaro. Nella memoria si elencano le ragioni
per le quali non può essere condiviso l’indirizzo giuridico seguito
dalla Corte di Appello di Milano e si espongono gli argomenti che,
anche nell’errata logica giuridica utilizzata dalla sentenza,
impongono il ricorso.
In sostanza – si sostiene – vi è un vizio di motivazione perché non
risulta affatto dimostrata in modo ragionevole la volontà, sia pure
presunta, di Eluana di rifiutare l’alimentazione e la idratazione.
Il rifiuto deve ritenersi del tutto eccezionale, come ha scritto la
Cassazione e pertanto tale presunzione per essere sostenuta da prove
assolutamente e rigorosamente certe, che non lascino spazio al
minimo dubbio.
Viceversa la Corte d’Appello si è limitata a considerare “decisive”
frasi che ciascuno di noi ha pronunciato o pronuncerà nel corso
della sua vita e aspetti del carattere di Luana (esuberanza,
disobbedienza ai familiari, ecc) che si ritrovano praticamente in
qualsiasi adolescente. In tal modo la volontà di morire, in base a
queste superficiali considerazioni, diventerebbe non l’eccezione ma
la regola.
Si segnala anche la differenza fra l’applicazione del sondino
naso-gastrico, un atto medico che richiede il consenso informato del
paziente o di chi per lui, e la sospensione della somministrazione
degli alimenti che non è più un atto medico (è un’operazione
facilmente eseguibile da chiunque) e che costituisce invece un gesto
uccisivo nella intenzioni e negli effetti pratici.
Daniele Nardi
Responsabile Area comunicazione
Movimento per la vita
|