
Lettera a Maria
25 marzo 2004: festa dell’Annunciazione.
Cara Maria,
ogni anno, in questo giorno festeggiamo ciò che più di 2000 anni fa avvenne a Nazareth, nel segreto di una piccola e semplice casa.
Mi piace immaginarti, Maria, tutta presa nelle tue preghiere, nel tuo essere costantemente rivolta al Dio dei Padri. Tutta dedita alle piccole cose di ogni giorno, delle ragazze della tua età, ma fatte in modo diverso: dentro portavi un segreto.
Il tuo segreto, fino a poco prima, era quello di vivere donandoti a Lui, facendo ogni cosa per Lui, anche il gesto più semplice ed ovvio. Ma tutto di te era per il Tuo Dio.
Fino a poco prima dicevo, perché dopo quell’Apparizione, dopo che l’Angelo ti ha parlato, dentro di te quel segreto di darti a Lui, è diventato Vita da donare per tutti noi. Ti immagino così Maria, dolce, con lo sguardo stupito, fissare il volto di Gabriele che viene a dirti che tu, proprio tu, diventerai la Madre del Messia.
“Come è possibile? Non conosco uomo!”: la tua risposta fu subito una domanda.
Non dicesti: “ Non voglio, non mi va, ma tu chi sei, perché sei qui?”
Non hai chiesto spiegazioni, hai solo chiesto come fosse possibile una cosa del genere, tanto più grande di ciò che tu potessi aspettarti dalla vita che conducevi, una vita semplice, tranquilla, in quel villaggio che forse non era neppure conosciuto così tanto. Ma per Dio no, per Dio nulla è sconosciuto, neppure quella piccola casa, neppure il tuo semplice cuore di fanciulla.
Ti avvolse la Luce dell’Altissimo e col tuo “fiat” ci hai permesso di essere salvati.
Quel giorno del tuo “Sì” lo ricordiamo ogni anno, ed ora, a distanza di tantissimi anni, ho in mente la tua figura.
Ho deciso di scriverti Maria, anche se non sono degna di tutto questo. Ma ti sento vicina a me, vicina all’umanità.
Tu sei madre, anzi sei la Madre e tutto puoi vedere e comprendere.
Il tuo cuore che si è straziato sul Golgota, nel vedere quel Figlio ucciso e sacrificato per tutti noi, quel cuore è sempre qui, pronto ad accogliere le nostre sofferenze, le nostre angosce, le nostre…”lamentele”.
Quel cuore di madre, sempre pronto ad asciugare le nostre lacrime, e sempre pronto a donarci quell’Amore immenso che, insieme al tuo Gesù, hai per tutti noi.
Cara Maria, la mia è una lettera diversa dal solito. Diverso è il destinatario: ho osato parlare così alla Madre di Dio, ma so che tu, nella tua semplicità e grandezza di Mamma di tutti noi, accogli anche la più piccola delle nostre parole, la più silenziosa e la più nascosta.
Allora Maria….vorrei chiederti tante cose ma la mia mano si ferma nello scrivere……..forse sono troppe!
Ma una te la chiedo: fa’ che ciascuno di noi riesca, come te, a dire sempre il suo “sì” a Gesù.
Nel giorno dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele alla Fanciulla di Nazareth, anche noi vogliamo annunciare che Gesù è la nostra salvezza e che solo in Lui c’è la vera gioia.
E solo tu, Maria, puoi darci questa forza e sostenerci in questo cammino verso tuo Figlio,
Portaci tu per mano.
Donaci la Tua benedizione materna.
Grazie Maria.
(Adele Caramico Stenta)