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Giovanni Paolo II:
un anno dopo la tua salita alla Casa del Padre


 

E’ ancora tutto così presente nella mia mente: quella sera col televisore sempre acceso da giorni, da quando la malattia del Papa si faceva sempre più incalzante, da quando ormai la speranza che il caro Giovanni Paolo II potesse farcela si faceva sempre più esile.

Ma il cuore di chi lo ha amato, e continua ad amarlo anche ora, non riusciva ad accettare che lui su questa terra non ci sarebbe stato più, che lui sarebbe passato ad un’altra Vita, quella Eterna.

E’ vero, la fede ci porta ad accettare tutto questo ed a vedere questo momento doloroso come un “passaggio” dalla vita terrena alla vera Vita.

Però il nostro cuore umano e fragile piange perché non è semplice affrontare questo “distacco”!

Mi sono detta quella sera del 2 aprile 2005: come farò adesso? ...è morto il Papa mio!

Sì, l’ho sempre definito così: Il Papa mio!

“Mio” perché sui suoi documenti ho studiato, sui suoi scritti si è basata la mia formazione teologica, sulla strada segnata da lui ho camminato durante il suo Pontificato.

Un po’ per volta tutto ciò che lui insegnava è entrato dentro di me, ma non soltanto nello studio, ma proprio nel cuore, portandomi a vivere, senza rendermene conto, secondo quanto lui ci proponeva di fare.

Il cammino non è facile, ci sono sempre le cadute.

Ma lui ci ha detto una cosa fondamentale: “Non abbiate paura, mai!”

E, ad un anno di distanza dalla sua entrata nella Casa del Padre, posso dire che non l’ho perso, lui è sempre stato accanto a me.

L’ho sempre sentito molto vicino alla mia vita quotidiana, ai miei problemi, alle mie difficoltà.

L’ho sentito e continuo a sentirlo accanto a me a condividere ogni mio stato d’animo, sia gioioso che triste, ma sempre pronto a risuonare nel mio cuore con le sue parole piene di fede e di amore per il Signore.

Sulle sue orme, insieme con la mia famiglia, ho deciso di vivere e di improntare la nostra vita futura.

Pregando nel Cenacolo familiare con il Santo Rosario, meditando sui misteri come lui ci ha insegnato, lo sentiamo sempre più vicino a noi.

E’ come se anche lui si sedesse vicino a noi, mentre la corona del Rosario passa fra le nostre mani, e ci dice ancora una volta:

Non abbiate paura!

Grazie Giovanni Paolo II! 

Adele Caramico Stenta - 01/4/2006






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