Embrioni e ovociti fecondati
E’ bella la nostra lingua, la gloriosa lingua italiana. Lo
riconoscono un po’ tutti nel mondo. Ci riconoscono questa
fantastica possibilità di definire in modo accurato non solo
gli oggetti ma anche le varie gradazioni dei sentimenti. E si
sa, tutto ciò che ha un nome è qualcosa che esiste; perché
siamo fatti così. Abbiamo bisogno di dare un nome a tutto
quello che conosciamo e che proviamo… Sarà per questo che il
Padre eterno ha incaricato Adamo prima della catastrofica
caduta originale di dare un nome ad ogni creatura esistente?
Ma torniamo alla nostra lingua: è davvero entusiasmante
scoprire che anche certe sfumature dei sentimenti possono
essere espresse in modo adeguato… certo non tutto si può
esprimere; ma in genere l’ineffabile non è di tutti i giorni e
appartiene all’esperienza mistica… abbastanza sconosciuta ai
più.
Ma quando si è nel campo della scienza esatta esistono dei
termini ben precisi per esprimere delle realtà: l’acqua è
acqua almeno nel linguaggio scientifico, e non penso che tra
scienziati si voglia usare una definizione poetica, come
liquido prezioso…
Così nel campo della biologia esistono dei precisi termini
scientifici per definire i vari stadi della vita umana: lo
zigote è il primissimo stadio, quello della fecondazione;
subito dopo c’è l’embrione, e poi tutta una serie di altre
fasi accuratamente definite, a seconda dello stadio cui è
giunto l’ovulo fecondato.
Ultimamente il dibattito sull’embrione, termine scientifico
conosciuto ormai da tutti, si è fatto serrato, perché, se
l’embrione è una vita umana, è ragionevole affermare che la
sua soppressione è un omicidio… come è omicidio qualsiasi
soppressione di vita umana.
E allora mi ha stupito leggere in questi giorni articoli di
famosi luminari della ricerca scientifica che scansano
astutamente il termine embrione – troppo compromettente – per
usare un termine meno comprensibile a chi ricercatore non è:
“ovocita fecondato”. L’embrione dunque non solo non ha diritto
di vita secondo loro (che pare non possano fare a meno di
queste vite umane per fare ricerca) ma non ha nemmeno diritto
a un nome proprio; perciò va definito in modo diverso, perché
può capitare che le persone meno addentro nell’argomento siano
abbagliate dalla loro intelligenza superiore, come allocchi… e
allora chiamiamolo “ovocita fecondato”!
Perché congelare un embrione può suonar male, soprattutto se
uno sa che l’embrione è vita umana e tale pratica gli ripugna;
mentre congelare un ovocita (fecondato)… beh… quella è
un’altra cosa. Anche perché l’attuale legge 40 non impedisce
la crioconservazione degli ovociti…in quanto gli ovociti non
sono vite umane; e se allo sprovveduto lettore sfugge quel
piccolo aggettivo dopo ovocita, cioè fecondato, l’ostacolo
della menzogna è aggirato…
Scientificamente è vero che lo zigote o l’embrione è un
ovocita fecondato, ma chi lo sa? E allora andiamo addosso a
questa legge 40, che impedisce i giochetti dei ricercatori con
la vita umana, e accusiamola di non permettere ad una povera
donna affetta da tumore di poter congelare un suo ovocita
fecondato. Mi verrebbe da chiedere: ma perché deve essere
fecondato? Non si può congelare anche semplicemente l’ovocita,
prima che il tumore ne impedisca la produzione?
E poi perché sfruttare il caso pietoso di una donna affetta da
tumore per ostinarsi a creare una vita, che non ha molte
probabilità di svilupparsi nel suo alveo naturale? Forse si
vuole introdurre la possibilità dell’utero in affitto? (il che
non è consentito dalla legge 40 che ha a cuore i diritti di
tutti i soggetti coinvolti)
Ma tornando ancora all’uso della lingua italiana da cui si era
partiti: è bella la nostra lingua perché ha una gamma così
svariata di termini che le permettono davvero di dire pane al
pane e vino al vino; e ricordo con nostalgia i tempi in cui
nessuno si sognava di definire il furto esproprio proletario o
spesa proletaria per legittimare un reato… Bei tempi… e anche
più onesti, in cui il male era male e il bene bene.
Ora con le acrobazie linguistiche si riesce anche a falsare le
verità scientifiche…