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Associazione
Comitato Verità e Vita
COMUNICATO
STAMPA N. 28 DEL 04-12-2007
“La 194 è una buona legge”.
Quando i cattolici diventano abortisti
“La 194 è una buona legge,
una delle migliori al mondo”. A dirlo non è il Ministro della salute
Livia Turco, o la radicale Emma Bonino, o qualche figura storica del
femminismo italiano. La frase è invece di Assuntina Morresi,
cattolica, legata a Comunione e Liberazione, da anni impegnata
meritoriamente sul fronte del diritto alla vita.
L’articolo è apparso il 29 novembre sul numero 48 della settimanale
cattolico Tempi, e reca un titolo che non lascia spazio
all’immaginazione: “Salvate la 194 dagli abortisti”. Dal che se ne
ricava che la legge vigente in Italia è antiaborista (testuale
nell’articolo) e che per difendere la vita nascente bisogna
difendere la legge 194 e applicarla meglio. Non solo: chi si oppone
alla legge è liquidato come “fondamentalista”. Secondo la Morresi –
che è fra l’altro membro del Comitato Nazionale per la Bioetica – la
legge varata nel 1978 deve restare, perché ha il merito di aver
eliminato la piaga dell’aborto clandestino.
Due settimane fa, sempre Tempi aveva pubblicato un’intervista alla
ginecologa cattolica Patrizia Vergani, la quale difendeva la legge
194. Ora la rivista rilancia con maggiore energia, confermando le
tesi della Vergani e anzi spingendosi molto più in là.
Verità e vita non può che esprimere il suo sconcerto e il suo totale
dissenso di fronte alle tesi evidentemente abortiste della Morresi.
La quale scrive di essere contro l’aborto, ma di volere la legge che
lo consente. Si tratta della classica posizione sempre sostenuta
dalla quasi totalità del fronte abortista, contro la quale il
Movimento per la vita e la Chiesa italiana si batterono – uscendo
sconfitti – negli anni Settanta. Basta sfogliare anche
distrattamente la Evangelium Vitae per accorgersi che la condanna
delle leggi abortiste è rimasta totale e senza appello.
Verità e Vita constata che, evidentemente, il processo di
degenerazione di una parte del mondo pro life sembra essere giunto
all’ultimo stadio: si sostengono le stesse tesi degli avversari
della vita, facendole passare fra l’altro per la posizione della
Chiesa. E così, si abbandonano al loro destino i 356 concepiti di
essere umano che ogni giorno vengono uccisi in nome della “buona
legge 194” negli ospedali pubblici italiani.
Verità e Vita aveva denunciato – in perfetta solitudine – i rischi
insiti nella vicenda della legge 40/2004: e cioè che la tattica si
sarebbe mangiata poco alla volta la verità e l’ortodossia. Ma noi
non immaginavamo che nel giro di pochi anni le persone che si
dichiarano “pro life” potessero ergersi a difensori della legge
sull’aborto. Evidentemente, la situazione è molto più grave di
quanto pensassimo.
Verità e Vita lancia un appello urgente affinchè il mondo cattolico,
le associazioni pro life, i movimenti ecclesiali, i siti internet di
ispirazione cristiana - di fronte alle esternazioni di Tempi -
rompano l'assordante silenzio di questi giorni e prendano
pubblicamente posizione per riaffermare la totale ed esplicita
condanna nei confronti di una legge omicida come la 194 del 1978.
Da parte sua - pur nella povertà di mezzi e di risorse -Verità e
Vita continuerà a testimoniare la verità sull’uomo innocente. E lo
farà nonostante i consigli, le pressioni e le minacce ricevute in
questi giorni affinché si resti in silenzio.
Perchè noi non possiamo tacere.
Per il Comitato Verità e Vita
Il Presidente
Mario Palmaro
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