Menù
Home
  Chi sono
  Bioetica
  Famiglia
  Opinioni
  Documenti
  Recensioni
  Contatti
ML
Forum
Chat Aiuto


L'esperto risponde...
  Link
  Link
  Link
  Link






 

Considerazioni sulla “Lettera ai Vescovi della Chiesa Cattolica sulla collaborazione dell’uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo”



La donna e la sua specificità (cap. 3°)

Qualcuno ha criticato il documento del Card. Ratzinger perché mortificherebbe la dignità e l’autodeterminazione della donna.

Probabilmente il documento in questione non è stato nemmeno letto perché proprio il capitolo 3°, in cui si descrive in modo acutissimo quelle che sono le peculiarità dell’esser donna e le sue esigenze, è secondo soltanto alla Mulieris dignitatem.

Certo, la prima parte risulta un po’ ostica alla mentalità del nostro mondo scristianizzato, e occorre soffermarsi con attenzione su ogni singola parola per comprendere tutta la profondità di analisi dell’umano presente in questo documento. Anche perché in esso si ripropone in modo sintetico ma esauriente i fondamenti dell’antropologia biblica a partire dal primo gesto creatore di Dio che fece l’uomo a Sua immagine e somiglianza: maschio e femmina li creò.

Tale immagine e somiglianza con Dio è sostanzialmente un invito per l’uomo e la donna alla comunione, a imitazione del misterioso e ineffabile mistero dell’amore trinitario. A questa impensabile dignità eravamo destinati, ma la tentazione demoniaca “Sarete come dei” ha travolto i due progenitori, e da allora si è introdotta la divisione e la contrapposizione, in luogo della comunione e della fiducia reciproca.

Ma Dio non rinuncia al Suo progetto buono: perciò promette da subito, e manda poi, un Salvatore, Suo Figlio, seconda Persona della santissima Trinità, che muore in Croce, ma risorge per stare sempre nel tempo e nella storia come compagno alla creatura prediletta. Tutte queste sono nozioni (se così le si vuol chiamare) che chi ha un minimo di conoscenza e di esperienza del Cristianesimo riesce a comprendere in tutte le implicazioni anche esistenziali.

Ma, come sempre quando le verità di fede vengono dimenticate, la Chiesa, nella sua tenerezza materna ricorda ai figli distratti la bellezza della Verità che il laicismo imperante con le sue urla inconsulte ha fatto dimenticare.

Se però la prima parte della lettera può sembrare difficile, è davvero bellissimo e completo il terzo capitolo appunto in cui si parla della insostituibile dignità della donna. Lo stesso titolo è l’ invito ad un confronto interessante con la figura femminile: “L’attualità dei valori femminili nella vita della società”.

Viene subito ricordato un aspetto tipico della femminilità che è la “capacità dell’altro”. Nonostante il fatto che un certo discorso femminista rivendichi le esigenze “per se stessa”, la donna conserva l’intuizione profonda che il meglio della sua vita è fatto di attività orientate al risveglio dell’altro, alla sua crescita, alla sua protezione. E davanti a queste parole che non sono un comando, ma una descrizione della natura più profonda della donna, ci si sente spalancare l’intelligenza e il cuore; perché è vero che abbiamo i nostri diritti, ma il diritto più grande da far valere è essere se stessi e non essere inquadrati da un potere che ha tutto l’interesse a gestire anche le nostre esigenze entro schemi che ci sono fondamentalmente estranei. Tanto è vero che poco più avanti viene ribadito, con determinazione, il diritto della donna a veder tutelata, dalla mentalità comune, dalla cultura prima ancora che dalle leggi, questa sua peculiarità.

E’ davvero opportuno leggere integralmente questo terzo capitolo perché è esaustivo di quella che è l’identità femminile nella società.

L’intuizione della capacità dell’altro è collegata alla sua capacità fisica di dare la vita (…) che sviluppa in lei il senso ed il rispetto concreto, che si oppone ad astrazioni spesso letali per l’esistenza degli individui e della società [chi nella nostra società ha mai pensato a questa prerogativa femminile di guardare alla realtà e rifuggire dalle astrazioni generatrici di disastri?]. E’ essa infine che, anche nelle situazioni più disperate - e la storia passata e presente ne è testimone – possiede una capacità unica di resistere nelle avversità, di rendere la vita ancora possibile pur in situazioni estreme, di conservare un senso tenace del futuro e, da ultimo, di ricordare con le lacrime il prezzo di ogni vita umana [ci voleva la Chiesa per valorizzare in modo così struggente il dono delle lacrime, tipicamente femminile!].

A leggere queste frasi vien voglia di chiedersi in quale riposto meandro della coscienza femminile si erano nascoste queste sacrosante verità, ed è davvero opportuno, anche nell’educazione degli adulti alla fede, ripartire da questo dato così umano… per riscoprire il quale occorreva un pronunciamento della Chiesa…

Naturalmente la descrizione dell’identità femminile non si ferma qui: Anche se la maternità è un elemento chiave dell’identità femminile, ciò non autorizza affatto a considerare la donna soltanto sotto il profilo della procreazione biologica. Vi possono essere in questo senso gravi esagerazioni che esaltano una fecondità biologica in termini vitalistici e che si accompagnano spesso a un pericoloso disprezzo della donna. E chi nella società odierna si sogna di dire che la donna è molto di più che una semplice donatrice di vita fisica? Tutt’al più lo si riconosce come rivendicazione prepotente che abbandona la donna alla sua solitudine… ma il destino e il compito della donna è molto più grande e degno di attenzione: L’esistenza della vocazione cristiana alla verginità, audace rispetto alla tradizione antico-testamentaria e alle esigenze di molte società umane, è al riguardo di grandissima importanza. Essa contesta radicalmente ogni pretesa di rinchiudere le donne in un destino che sarebbe semplicemente biologico. Ecco un modo inaspettato e affascinante di scoprire la propria vera libertà che è molto più grande e vera e profonda delle sterili rivendicazioni femministe degli anni ‘70; modo introdotto dal Cristianesimo fin dalle origini e totalmente sconosciuto in ogni altra cultura e in ogni altro periodo storico.

Come la verginità riceve dalla maternità fisica il richiamo che non esiste vocazione cristiana se non nel dono concreto di sé all’altro [perché ricorda alla donna che il suo essere, mente, cuore e fisicità è per l’altro, è per un compito, per un’utilità impensabili], parimenti la maternità fisica riceve dalla verginità il richiamo alla sua dimensione fondamentalmente spirituale: non è accontentandosi di dare la vita fisica che si genera veramente l’altro. Ciò significa che la maternità può trovare forme di realizzazione piena anche laddove non c’è generazione fisica.

Si tratta di una descrizione commovente e insieme esauriente, che diventa riscoperta di un destino che noi donne avevamo dimenticato.

Ma la lettera continua ancora valorizzando quello che Giovanni Paolo II ha definiti il genio della donna, cioè il suo ruolo fondamentale nella creazione di una società veramente a misura d’uomo. E non vi è contrapposizione tra il compito della donna all’interno della famiglia e il suo impegno professionale qualora voglia espletarlo: anzi, proprio perché la donna possa esprimersi anche nella società fornendo il suo insostituibile contributo, si ripropone una frase dello stesso Pontefice: tornerà ad onore della società rendere possibile alla madre – senza ostacolarne la libertà, senza discriminazione psicologica o pratica, senza penalizzazione nei confronti delle sue compagne – di dedicarsi alla cura e all’educazione dei figli secondo i bisogni differenziati della loro età.

Concludo l’esame di questo terzo capitolo riproponendo quei passaggi che esaltano le capacità della donna all’interno della famiglia: …le donne sono presenti attivamente e anche con fermezza nella famiglia, “società primordiale e, in un certo senso sovrana”, perché è qui, innanzitutto, che si plasma il volto di un popolo [e forse uno dei motivi per cui il nostro popolo sta progressivamente smarrendo il proprio volto è la perdita da parte della società intera della consapevolezza delle peculiarità femminili nella loro integralità], è qui che i suoi membri acquisiscono gli insegnamenti fondamentali. Essi imparano ad amare quando sono amati gratuitamente, imparano il rispetto di ogni altra persona on quanto sono rispettati, imparano a conoscere il volto di Dio in quanto ne ricevono la prima rivelazione da un padre e da una madre pieni di attenzioni. [E chi si ricorda più che questo è il vero volto della famiglia?].

Ogni volta che vengono a mancare queste esperienze fondanti, è l’insieme della società che soffre violenza e diventa, a sua volta, generatrice di molteplici violenze.

Da queste righe, che descrivono, in modo molto più profondo di quanto noi donne stesse possiamo comprendere, la nostra straordinaria vocazione, emerge tutto il genio millenario della Chiesa che ha accumulato la saggezza dei suoi venti secoli di vita.

Un’ultima notazione: se è vero che la donna ha essenzialmente la capacità dell’altro, tale capacità è però anche dell’uomo, perché uomo e donna sono fatti per l’Altro, siamo fatti per l’infinito, siamo fatti per Dio e la donna nella sua specificità è come profezia di questo desino affascinate che Dio ci ha riservato.

Da queste considerazioni sulla Lettera ai Vescovi, che invito caldamente a leggere integralmente, si evince che, una volta recuperata la vera specificità femminile e il suo compito all’interno del progetto di Dio, non ha più alcun senso parlare di rivendicazioni o contrapposizione tra uomo e donna; perché sono fatti per collaborare in piena comunione, a imitazione del Creatore; ed hanno tutti gli strumenti per essere aiutati a diventare quello che Dio vuole per loro, grazie alla compagnia sollecita e attenta della Chiesa.

Maria Vittoria Pinna


 


News
data
titolo
testo testo testo testo testo testo testo
 
data
titolo
testo testo testo testo testo testo testo
 
data
titolo
testo testo testo testo testo testo testo
 
data
titolo
testo testo testo testo testo testo testo
 
 


Novità
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 




All rights reserved 2004 - GraficaCristiana9821 | Designed by Lizzie9812