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Considerazioni sull’attuale dibattito relativo
ai prossimi referendum
Purtroppo ormai si fa sempre più esiguo il numero delle persone che mantengono una coscienza retta e riconoscono la legge naturale consacrata da millenni di convivenza che ha visto un progresso verso il riconoscimento sempre più preciso dei diritti della persona .
C’è però una differenza: mentre fino al secolo scorso i valori fondamentali erano riconosciuti come appartenenti alla cultura occidentale fondamentalmente cristiana - e anche la rivoluzione francese, pur essendo profondamente anticristiana ha dovuto prendere dal cristianesimo le sacre parole di libertà uguaglianza fraternità distorcendone il significato – ora tali valori non esistono più.
Infatti il processo di progressiva “liberazione” da Dio, in nome della agognata autonomia dell’uomo, iniziato sottilmente a livello culturale col Rinascimento, ha portato oggi ad una totale confusione delle lingue, come nell’antica Babele; e ormai non ci si capisce più nemmeno tra fratelli.
Siamo al relativismo culturale ed etico descritto con cura e realismo nei documenti del magistero, in particolare nella NOTA DOTTRINALE circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica firmata dall’allora Card. Ratzinger nel 2002.
In tale documento troviamo un cenno esplicito a quello che è l’attuale dibattito culturale relativo alla legge 40:
Quando l’azione politica viene a confrontarsi con principi morali che non ammettono deroghe, eccezioni o compromesso alcuno, allora l’impegno dei cattolici si fa più evidente e carico di responsabilità. Dinanzi a queste esigenze etiche fondamentali e irrinunciabili, infatti, i credenti devono sapere che è in gioco l’essenza dell’ordine morale, che riguarda il bene integrale della persona. E’ questo il caso delle leggi civili in materia di aborto e di eutanasia (da non confondersi con la rinuncia all’accanimento terapeutico, la quale è, anche moralmente, legittima), che devono tutelare il diritto primario alla vita a partire dal suo concepimento fino al suo termine naturale. Allo stesso modo occorre ribadire il dovere di rispettare e proteggere i diritti dell’embrione umano.
Con queste affermazioni si toglie ogni dubbio sulle posizioni dell’attuale Papa sulla questione referendum: se per difendere l’embrione i Vescovi, di cui il Papa è il primo come Vescovo di Roma, si sono espressi esplicitamente per l’astensione, è evidentemente questa la posizione da seguire, tenendo presente che quel che vince il mondo non è necessariamente la scelta più giusta, ma l’unità dei cattolici che è segno della presenza di Cristo.
Tutte le altre trovate amene di “cattolici adulti” – ma Benedetto XVI ha ben spiegato bene chi è il cattolico il cattolico adulto – sono solo pretesti per esimersi dalla sequela a Cristo, che si realizza attraverso la sequela al Suo Vicario.
Ormai solo la Chiesa ha mantenuta viva la consapevolezza di ciò che è bene e ciò che è male, solo la Chiesa non ha paura di chiamare le cose con il loro vero nome. E in questo suo compito, che nella fattispecie è quello della difesa della vita dell’embrione umano, ha il consenso anche di scienziati non credenti come A. Vescovi e di altre personalità qualificate del mondo scientifico.
Che dire delle assurdità apportate da coloro che si schierano per il sì: non vi è un minimo di scientificità, ma solo menzogne, slogans senza senso, urla smodate che credono di coprire la ragione di chi ancora la sa usare a difesa del fondamentale diritto alla vita umana.
Il fenomeno terribile che si può rilevare nell’acceso dibattito attuale è la falsità e la menzogna di chi usa e inventa notizie credendo di poter far leva sulla mancanza di informazione dell’interlocutore.
Ecco perché è importante tenersi aggiornati.
I tempi in cui viviamo rendono sempre più urgente l’invito del primo Papa: “Siate sempre pronti a rendere ragione della speranza che è in voi”.
Siamo compagni di strada in questa avventura della difesa della ragione, dell’intelligenza, della verità sull’uomo e sulla vita; e la Chiesa è rimasta ormai quasi sola a difendere la ragione, l’intelligenza, la Verità sull’uomo: non abbandoniamola.
Prof.ssa Maria Vittoria Pinna