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Bioetica & Famiglia
su ZENIT del 18/02/2007
PACS e unioni gay, il
mondo cattolico mobilitato contro lo stravolgimento della
famiglia
ROMA, giovedì, 18 gennaio 2006 (ZENIT.org).-
All’annuncio che l’attuale maggioranza parlamentare si starebbe
preparando a varare una legislazione per il riconoscimento delle
unioni civili, sul modello dei PACS e dei matrimoni gay, il
mondo cattolico ha lanciato una mobilitazione per spiegare e
ribadire che la famiglia così come indicata dalla Costituzione è
la vera priorità sociale.
A questo proposito il “Forum delle Famiglie” (http://www.forumfamiglie.org/index.php)
ha annunciato un documento dal titolo “Sì alla famiglia, la vera
priorità sociale”, che costituirà la base su cui sviluppare una
vera e propria mobilitazione nazionale contro ogni ipotesi
legislativa di una equiparazione delle unioni civili con la
famiglia fondata sul matrimonio.
Secondo il Forum si tratta di una mobilitazione a cui dovrebbero
prendere parte non solo le 41 associazioni che aderiscono al
Forum e che rappresentano complessivamente oltre tre milioni di
famiglie, ma anche larga parte del mondo cattolico e non solo,
sul modello della trasversalità che ha portato all’approvazione
della legge 40 e alla sua difesa nel referendum.
Sullo stesso tono è anche la lettera aperta inviata al
Presidente del Consiglio, ai
Ministri, agli Onorevoli Deputati e Senatori, da parte dei
responsabili del sito “Bioetica e Famiglia” (www.bioeticaefamiglia.it).
Nella lettera intitolata “Pacs : lo strano affare dei diritti
senza doveri” gli animatori del sito Bioetica e famiglia
spiegano che un disegno di legge che riconosca valore giuridico
pubblico alle unioni di fatto, cioè a coppie eterosessuali
conviventi e non sposate, ma anche a coppie omossessuali
conviventi “non è un bene per l’Italia”.
I promotori di “Bioetica e Famiglia” hanno poi scritto che “un
uomo e una donna non sono famiglia per il solo fatto di essere
eterosessuali, ma perché decidono di unire le loro vite, non
solo i loro corpi, e quindi se ne prendono la responsabilità
pubblica (il matrimonio) assumendo dei precisi doveri che gli
articoli di legge ricordano e godendo di alcuni diritti che
provengono dalla loro scelta”.
Con le nuove proposte, si legge ancora nella lettera, in realtà
si sta proponendo una cultura che “rifiuta i doveri e le
responsabilità del matrimonio” e che punta a sostituire la
procreazione con i “deliri dell’uomo artificiale”.
Intervistata da ZENIT, Adele Ceramico Stenta, Presidente di
“Bioetica e Famiglia”, ha spiegato che “la Lettera è aperta a
chiunque voglia sottoscriverla sia privato che associazione o
gruppo, (http://www.bioeticaefamiglia.it/pacs.htm)
e che l'obiettivo dell'iniziativa è quello di sensibilizzare le
coscienze su questo argomento”.
La Presidente di "Bioetica e famiglia" ha spiegato che il sito è
nato nel 2003 con il fine di trasmettere l'amore per la vita
umana, la sua tutela in ogni stadio essa si trovi, dal
concepimento alla sua morte maturale, e per ll'unità della
famiglia.
La signora Stenta, sposa e madre di tre figli ha raccontato che
“poco prima del sito era già nata la Mailing List, con lo stesso
nome. Un pò alla volta ci siamo accorti, mio marito e io, che
arrivavano e-mail che chiedevano spiegazioni, consigli,
indirizzi di Centri specializzati a cui rivolgersi ed arrivavano
anche storie personali di dolore e sofferenza per la mancanza di
un figlio, o di dolore per problemi familiari col coniuge”.
“Durante il Referendum sulla Legge 40/04 relativa alla
Fecondazione assistita questo sito ha fatto battaglie anche
notturne per rispondere sia alle e-mail che chiedevano
spiegazioni, sia a quelle che criticavano, con la cura di essere
sempre in linea con il Magistero della Chiesa”, ha raccontato.
“Il Nostro motto – ha sottolineato la signora Stenta – è ‘con la
Chiesa, sempre!’”.
“Ad un certo punto – ha rivelato la Presidente di ‘Bioetica e
Famiglia’ – ci siamo trovati a dover rispondere in media a più
di 100 e-mail al giorno, ed ora fra quelle della Mailing List e
quelle che arrivano in forma privata sui nostri account
personali, in media riceviamo anche 500 e-mail al giorno!”.
Così si è pensato di allargare il sito trasformandolo in un
portale: “E’ nata una ‘chat aiuto’ con la quale parliamo via
internet con le persone che ne fanno richiesta e magari si
‘vergognano’ di scrivere un'e-mail o di parlare direttamente di
persona dei loro problemi”, ha aggiunto.
Per quanto riguarda la rete di assistenza, la signora Stenta ha
precisato: “Siamo collegati col Centro di Bioetica del ‘Gemelli’
di Roma, al quale indirizziamo le persone con particolare
bisogno di aiuto, e siamo noi stessi a metterli in contatto. Poi
vi è anche un Forum di discussione in fase di sperimentazione”.
Tra i collaboratori di “Bioetica e Famiglia”, oltre ad esperti
nelle materie specifiche, ci sono famiglie che con la loro
esperienza di vita aiutano gli altri, anche con la preghiera.
Ultimamente, si è trasformata in un'associazione di
volontariato, aperta a quanti vogliono farne parte.
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