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A 30 anni dalla legge 194: una riflessione
A maggio del 2008, la legge 194 ha compiuto
30 anni.
Si potrebbe dire: 'ma che c'entra una legge e perché ricordarne
l'anniversario?'
Questa legge si ricorda perché con essa in Italia è stato
introdotto l'aborto legalizzato anzi, come i legislatori hanno
voluto dire, l'interruzione volontaria della gravidanza.
Ma cosa significa 'interruzione della gravidanza?
Cosa si interrompe?
Innanzitutto ad essere interrotta non è una 'cosa' ma la vita
di un essere umano che è nel grembo materno e, per il quale,
la madre decide che non venga al mondo.
Qualsiasi siano i termini usati ciò che viene ad essere
interrotta è vita, vita umana.
E' un cuore umano che batte al quale viene tolta questa
possibilità.
E' una persona umana alla quale viene negato il diritto
fondamentale che invece vogliamo vedere riconosciuto per noi
stessi: il diritto di vivere e di crescere, di svilupparsi, di
vedere la luce del sole, di guardare le stelle nel cielo la
notte, di correre sulla sabbia, di giocare, di amare, di
studiare, di diventare ciò che già era nel progetto del
Signore e che invece uno pseudo-progetto umano ha impedito!!
C'è un'altra parola frapposta fra 'interruzione' e
'gravidanza' ed è 'volontaria'.
Per volontario si intende un gesto che viene fatto in piena
coscienza, liberamente, senza costrizioni alcune, senza
influenze esterne, senza che ci siano situazioni particolari
che forzino una decisione invece di un'altra.
Applichiamo questo al momento in cui una donna decide di
abortire: è veramente al di fuori di ogni condizionamento? E'
senza paure o costrizioni la decisione che si prende di non
far nascere il proprio bambino?
Dai racconti di tante donne, che hanno fatto ricorso
all'interruzione volontaria della gravidanza, emerge un
disagio interiore, un senso di impotenza per aver fatto
qualcosa che, a loro dire, non avrebbero voluto mai scegliere
di fare.
Rimane dentro un 'vuoto' incolmabile che nessun affetto umano
può mai riempire.
E, poi, se guardiamo a quanti aborti ancora avvengono
clandestinamente, ci rendiamo conto che, ciò che quella legge
avrebbe voluto eliminare, esiste ancora.
E se ci 'rimboccassimo tutti le maniche' ed incominciassimo a
darci da fare per aiutare chi aspetta un figlio e si trova in
difficoltà???
Sì, è vero, ci sono già organismi e movimenti che fanno
questo, ma non basta mai.
La vita umana è troppo importante e non si è mai troppi quando
si tratta di tutelarla e difenderla.
Dai mass media si hanno tanti slogan che parlano in difesa
degli animali, che invitano a non abbandonarli per strada, a
non usarli come cavie, ecc...
Ma la nostra vita, la vita dell'uomo, fatta ad immagine e
somiglianza del Creatore, la vita di un essere umano indifeso,
come il neoconcepito, non meriterebbe una maggiore attenzione?
Adele Caramico
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